Per la festa dei nonni: che cosa vogliamo noi nonni?

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Piccola riflessione per la festa dei nonni, ormai prossima. Che cosa vogliamo davvero noi nonni? Guardiamoci in fondo al cuore ed esprimiamo i nostri desideri.
In primo luogo, certo, essere ricordati dai nipoti. Poter costituire per loro quello “zoccolo duro” di ricordi ai quali tornare, da adulti, per sapere sempre che, dietro quella dei genitori, c’è stata in ogni momento la nostra mano pronta a tendersi per sostenerli, la nostra spalla a cui appoggiarsi per superare i momenti difficili.

Però… però non è tutto. Noi vorremmo anche avere un po’ più di attenzione da parte dei nostri figli. Sì, proprio così, attenzione; non considerazione, non rispetto, perché quelli li abbiamo, tranne casi particolari, ahimè magari non troppo rari, ma che fortunatamente non costituiscono la generalità. Proprio attenzione. Cioè, cari figli e figlie (e nuore e generi), non occupatevi di noi solo quando abbiamo un problema, di salute o di altro genere. Ritagliatevi un momento per ascoltarci, per sentire le nostre storie, per condividere le nostre emozioni, per sorridere e ridere con noi. Perché sì, è vero che voi, ora che siete in piena “corsa” per costruire la vostra vita, pensate che i nostri problemi, quando non ci portano in ospedale o ci tolgono una parte della nostra autonomia, non siano poi così gravi. Ma per noi lo sono, e ci piacerebbe che ci ascoltaste proprio come noi ascoltiamo voi, e ci sforziamo di metterci nei vostri panni, di consigliarvi per il meglio o di tacere, a seconda dei casi.

E poi, non ci sono solo i problemi, ma anche le gioie, le cose di cui viviamo giorno per giorno, e che non si esauriscono necessariamente solo ai nipoti e alla famiglia. Insomma, noi vorremmo poter essere ogni tanto un po’ più “amici” dei nostri figli, poter instaurare con loro un rapporto che non sia solo genitoriale, con tutte le rigidità che certi ruoli ben definiti necessariamente comportano.

Infine, ultima piccola richiesta per un “regalo della festa dei nonni” davvero speciale: fidatevi di noi! Sì, certo, diventeremo rimbambiti e stanchi e a un certo punto vi chiederete se dovete affiancarci una badante (ammesso di arrivare a quel punto); ma fino ad allora… fidatevi! Fidatevi quando ci lasciate i vostri figli e non pretendete di comandarci a bacchetta, lasciandoci l’elenco esatto di cosa si fa/cosa non si fa, a che ora e in che modo, come fareste con una baby sitter.
State sicuri, faremo in tempo per la lezione di nuoto, di pianoforte, per l’allenamento di calcio o di pallavolo; metteremo cappelli e sciarpe ed eviteremo (per quanto ci è possibile) di dare dolcetti a tutte le ore… proprio come facevamo con voi, quando eravate piccoli. E certo, cercheremo anche di prenderci cura di noi stessi, per evitare (o almeno allontanare per quanto è possibile) il momento in cui inizieremo a essere un problema per voi. Però ora ci piace goderci la nostra vita, concederci qualche sfizio, fare quello che amiamo fare e quando abbiamo voglia di farlo.
Piuttosto, cercate di scoprire com’è davvero la nostra vita, che cosa ci interessa, che cosa ci mette allegria. È questo, cari figli, il regalo più grande che possiate farci.

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