Nonni di ieri e nonni di oggi

Pensateci: le poesie tradizionali parlano di nonne con la crocchia grigia che sfornano biscotti e sferruzzano, mentre il nonno se ne sta in poltrona a leggere il giornale. Niente di più lontano dalla realtà di oggi, dai nonni che siamo! Nonni, certo, con qualche acciacco, e che non hanno più l’elasticità e l’energia di un tempo; ma anche nonni con tanti interessi, tanti impegni, tanta voglia di vivere e di condividere la vita dei figli e dei nipoti.

Naturalmente non sempre sono tutte rose e fiori. Sì, perché se è vero che spesso oggi arriviamo alla cosiddetta “terza età” più in forma dei nostri nonni o dei nostri genitori, è vero anche che diventiamo nonni sempre più tardi, e abbiamo sempre meno nipoti.
Gli ultimi dati Istat fotografano infatti una realtà profondamente diversa da quella di appena qualche decennio fa: oggi in Italia gli “over 65” sono circa 14 milioni (il 22% della popolazione totale), a fronte di appena 8 milioni di ragazzi sotto i 14 anni (il 13%). In termini demografici, questo significa che l’indice di vecchiaia è di oltre 160: cioè, per 160 anziani ci sono solo 100 giovani! Ed è cambiata anche l’età media delle mamme, che è di circa 32 anni: un’età in cui noi nonne saremmo state considerate quasi “fuori tempo massimo” per avere il primo bambino (pensate che ai nostri tempi a quest’età si parlava addirittura di “primipare tardive”!!!)!

Una realtà complessa, quindi, e anche contraddittoria, ma proprio per questo, forse, più stimolante. Una realtà di cui noi nonni ci sentiamo pienamente partecipi, anche nel sostegno che gran parte di noi dà alle famiglie dei figli, affiancandole nel difficile compito di seguire la crescita dei bambini e, spesso, di dare un sostegno economico a famiglie il cui il “posto fisso”, o comunque uno stipendio sicuro, non è una certezza.

Ma perfino sotto questo aspetto il nostro ruolo è in parte diverso rispetto al tempo dei nostri nonni. Allora, infatti, anche se capitava più spesso di oggi che abitassero insieme ai figli, i nonni avevano un ruolo più marginale e minori responsabilità: davano una mano, narravano fiabe, cucinavano manicaretti, raccontavano le storie della famiglia… insomma, si godevano i nipoti senza essere coinvolti più di tanto nell’organizzazione familiare.

Oggi invece siamo in molti casi chiamati a un ruolo di primo piano: a noi, quando le mamme lavorano, i nipoti sono affidati per lunghe ore; andiamo a prenderli a scuola, li accompagniamo alle attività pomeridiane, controlliamo che facciano i compiti… E magari, strada facendo, facciamo amicizia con i nonni degli altri bambini, ci scambiamo le esperienze, fino a creare talvolta una vera “community” di nonni attivi e informatissimi. E anche questo è il bello di essere nonni, oggi!

 

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