Leggere insieme ai bambini: un bagaglio di parole

I ricercatori dell’università dell’Ohio (USA) che hanno studiato il fenomeno lo hanno chiamato con un’espressione molto significativa: “Million word gap”, il divario di un milione di parole. Un milione di parole è, secondo i calcoli diversi studi, il “bagaglio” con cui affrontano la scuola i bambini a cui genitori (o i nonni) hanno letto libri con continuità fin da quando erano piccolissimi. Non male, vero? Il calcolo è fatto sul numero medio di parole dei libri cartonati per i bambini in età prescolare, ma non tiene conto di quell’interazione fatta di racconti, di spiegazioni, di commenti sulla storia e sulle immagini, di ricordi, che accompagna sempre la lettura ad alta voce a un bambino. E se tutto questo non c’è, si stima che il calcolo scenda a un bagaglio di meno di 5000 parole: una differenza davvero impressionante!

Quindi la parola d’ordine è… leggere. Ma a partire da che età? I ricercatori consigliano di cominciare già dai primi mesi: i bambini sono spugne e capiscono le parole già molto prima di cominciare ad articolarle. E poi, sono spugne: magari avessimo noi la loro capacità di imparare! E conoscere tante parole significa poi, con il tempo, riuscire ad articolare bene il pensiero, a comprendere senza problemi una spiegazione, e quindi apprendere più facilmente e più rapidamente.

E poi, c’è l’aspetto della relazione tra noi adulti e i bambini. Sì, perché leggere insieme crea complicità, offre la possibilità anche di una serie di interazioni fatte di abbracci, di scambi di sguardi, di sorrisi… e insomma, di affetto.

Ma come leggere? Ricordiamoci che è importante il coinvolgimento emotivo: il bambino deve sentirci vicini e partecipi, perché solo così riusciremo a trasmettergli le emozioni, a farlo sentire coinvolto, e quindi a farlo appassionare alla lettura. Anche se a leggere siamo noi adulti, i bambini non sono passivi, ma anzi partecipano attivamente alla lettura: vogliono vedere le illustrazioni, si aspettano che cambiamo la voce a seconda dei personaggi, che spieghiamo loro i passaggi difficili. Certo, per farlo dobbiamo avere tempo da dedicare loro, ma è talmente bello!

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