L’ebbrezza dei regali di Natale

bambini-regali-di-Natale_Richard-Thomas-_-Dreamstime.comA vederli così, ebbri di gioia, circondati da decine di giocattoli, che corrono dall’uno all’altro senza riuscire a fermarsi, quasi incapaci di credere che Babbo Natale possa essere stato così generoso, è una gioia. È sempre una gioia vedere gli occhi dei bambini brillare di felicità. Eppure… eppure ci si chiede se è proprio necessario tutto questo per farli felici. E  il pensiero corre a tanti bambini che non trovano sotto l’albero tutti questi giochi, e che anzi avrebbero bisogno di cose ben più essenziali. E non occorre andare troppo lontano, pensando ai piccoli profughi, quelli sui barconi, che in tanti muoiono ahimè tra le onde; ognuno di noi conosce, ben più vicini a noi, casi di famiglie che oggi hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, con un lavoro sempre più precario e incerto.

Certo, è retorico dirlo, ma è bene interrogarsi: ha poi senso questo rito che ci spinge, in una specie di obbligo sociale a cui è difficile sottrarsi, allo scambio di regali natalizi (oggetti spesso francamente inutili), e che finisce col riversare sui bambini una quantità spropositata di giocattoli che arrivano da genitori, nonni, zii, parenti vari, ma anche amici e conoscenti?

Sicuramente anche noi nonni abbiamo fatto la nostra parte; d’altronde, per noi è un piacere vedere i bambini felici, e gioiamo quando ci accorgiamo che tra i tanti giocattoli prediligono proprio quello regalato da noi (sì, abbiamo indovinato!).
Eppure sappiamo che molti di quei giocattoli saranno presto dimenticati e che i nostri nipoti sono ben lungi dall’avere quella cura reverenziale per i giochi che avevamo noi della nostra generazione (vi ricordate come stavamo attenti a non perdere nessun pezzo delle costruzioni o dei giochi da tavola?) e che quindi presto qualche tessera dei puzzle andrà persa, la leva che permette alla motocicletta di correre si incepperà, qualche pezzo della pista delle macchinine si romperà, le tazzine di plastica abbandonate sul pavimento finiranno per essere calciate inavvertitamente sotto qualche mobile…

Difficile fare qualcosa e inutile lamentarsi: rischiamo solo di rovinare la festa a tutti e passare per i soliti borbottoni sempre pronti a criticare. D’altra parte, non siamo noi i primi, se appena possiamo permettercelo, a cedere alle richieste dei nipotini? E quante volte ci capita, se per esempio non li vediamo per qualche tempo, di arrivare con un regalo o un giocattolo? Tutto, pur di vedere quel luccichio nei loro occhi!
Forse la cosa che potremmo concretamente fare, noi ma anche i genitori, è quella di guidare i bambini, appena cominciano a crescere, a riflettere su questo aspetto, e più in generale di educarli alla solidarietà, a guardare anche agli altri, a non girare la testa davanti a chi ha meno di loro. Che poi è una grande lezione di vita che dovrebbe accompagnarli per sempre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *