Cos’è TikTok e perché è tanto amato dai giovanissimi

Accogliamo e pubblichiamo con piacere questo interessantissimo contributo di Antonella Bruzzone, che si occupa del sito consapevolmenteconnessi.it , su uno dei fenomeni social più recenti e diffusi: TikTok

È  ormai noto a tutti, non solo ai nativi digitali, che le piattaforme social come Youtube, Instagram e da ultimo TikTok, stanno spopolando in tutto il mondo.
Piattaforme che inizialmente sono state utilizzate come mezzo per contattarsi o conoscersi e che oggi stanno diventando sempre più anche un mezzo per inseguire il sogno di diventare un influencer, ovvero una persona che per lavoro (quindi con un ritorno economico) lancia mode e cerca di influenzare i comportamenti (soprattutto di acquisto) di coloro che la seguono.
Internet come vetrina per esibirsi che “premia” coloro che riescono ad apparire (di più ma non necessariamente meglio) e ad avere un maggior numero di followers (termine inglese per indicare i seguaci).
Ci siamo abituati anche ai baby influencer, bambini che si esibiscono sui canali social e i cui manager sono i genitori, spinti perlopiù da un appagamento personale.
Ma diventare influencer non è facile come potrebbe sembrare e per far sì che diventi un vero e proprio lavoro richiede costanza nelle pubblicazioni, oltre a specifica competenza in un settore ben chiaro e alla scelta di un canale comunicativo immediato che sia frequentato dai clienti scelti come target.
Molte le aziende attive nella vendita di prodotti e servizi (ad esempio Nike, Guess, Calvin Klein, Universal Pictures) che stanno includendo queste figure professionali nelle proprie strategie, sviluppando su tali piattaforme annunci pubblicitari e funzionalità di advertising.
Tra queste piattaforme non manca di certo TikTok, uno dei social network più recenti, molto amato dalla Generazione Z (coloro che sono nati tra il 1997 e il 2010) e purtroppo frequentato anche dai più piccoli, sebbene il limite di età impostato dalla piattaforma per l’iscrizione sia quello dei 13 anni.
Ma del resto il problema della verifica dell’età (age verification), ad oggi basata su un’autodichiarazione, è un problema su cui tutti i social si stanno interrogando.
A differenza degli altri social, TikTok è una piattaforma che permette di registrare e condividere video brevi, al più 15 o 60 secondi, abbinati a musica, effetti sonori, filtri.
Tra questi non solo video divertenti, ma anche la dimostrazione della propria partecipazione a “sfide” online che presto diventano virali (le tante temute challenge).
Un esempio è la Challenge #ComeEravamo, il cui titolo recita: “POV: ci incontriamo a una festa… e sono subito ricordi di #comeeravamo”.
Ma la tipologia di video più comune prevede una persona che parla direttamente a una telecamera facendo monologhi, quasi sempre con risvolti filo-drammatici (come non ricordare quelli di Valerio Mazzei e Marta Losito?). Un modo originale per osservare le cose da diverse prospettive e allenare la nostra empatia.

In realtà dal suo esordio si è perlopiù parlato di TikTok per i suoi risvolti negativi come:

  • avere raccolto illegalmente informazioni personali di bambini di età inferiore ai tredici anni senza il consenso dei genitori;
  • essere stato utilizzato dai terroristi ISIS per reclutare nuovi agenti e diffondere i filmati appartenenti al sedicente Stato Islamico;
  • essere frequentato da pedofili per adescare minori.

Rischi che non dimentichiamo essere presenti su ogni social network, in misura diversa, e per mitigare i quali è indispensabile usare particolari accortezze nell’utilizzo, soprattutto quando ne concediamo l’uso ai più piccoli. Ecco alcuni consigli:

  • impostare i propri account (e quelli dei figli) come account privati e consentendo l’accesso ai propri contenuti esclusivamente a chi si conosce realmente;
  • verificare in fase di creazione e a ogni aggiornamento tutte le impostazioni dell’account una volta creato (in modo particolare quelle sulla privacy e sulla sicurezza);
  • collegarsi ai profili dei propri figli/nipoti e far parte della loro vita online;
  • evitare sempre di fornire informazioni che ci rendano identificabili, spiegando ai minori come potrebbero essere sfruttate tali informazioni da malintenzionati e l’importanza del rispetto della privacy propria e delle persone che li circondano;
  • con i più piccoli, utilizzare applicazioni di parent control (per filtrare contenuti non adatti) e di gestione del tempo (per impostare un timer di utilizzo dei social);
  • leggere sempre con attenzione prima di accettare termini e condizioni d’uso, soprattutto ove è richiesto di cedere anche il diritto all’utilizzo dell’immagine (come succede con FaceApp);
  • insegnare ai più piccoli a navigare consapevolmente e con spirito critico e mostrarsi interessati anche alla loro vita online, ascoltandoli senza giudizio;
  • domandarsi perché i bambini sentano l’esigenza di mettersi in mostra.

Sicuramente ancora molto deve essere fatto per garantire la sicurezza degli utenti in rete e sui social, ma è altrettanto certo che questo non possa escludere in alcun modo il coinvolgimento di noi adulti.

Su TikTok vi sono state nel tempo molte iniziative per obbligare l’azienda, la cinese ByteDance, a rispettare i regolamenti  sulla privacy presenti, soprattutto negli Stati membri dell’Unione Europea, e limitare l’uso del social ai più piccoli.
Si è però dovuto attendere lo scorso 13 gennaio 2021 perché TikTok decidesse finalmente di modificare le opzioni di privacy predefinite e integrare ulteriori restrizioni sui profili degli under 16: i profili intestati a utenti di età compresa tra i 13 e i 15 anni sono diventati automaticamente privati.
Questo significa che i video pubblicati possono essere visti (e dunque commentati) soltanto dai follower approvati, di cui l’utente ha accettato la richiesta di follow.

Oltre a ciò sono state introdotte altre limitazioni valide sia in Europa sia negli Stati Uniti:

  • è stata tolta l’opzione ‘Tutti’ a chi può commentare i video (ora bisogna scegliere tra ‘Amici’ o ‘Nessuno’);
  • sono state modificate le impostazioni dei Duetti e della funzione Stitch (con cui si possono tagliare scene e inserirle nei propri video) al fine di renderli disponibili solo per contenuti creati da utenti over 16. Per gli utenti tra i 16 e i 17 anni, l’impostazione di default di queste funzioni è ora su ‘Amici’;
  • è stata limitata la possibilità di scaricare i video solo se creati da utenti over 16. Gli altri utenti possono decidere se consentire il download dei loro video mentre, per chi è tra i 16 e i 17 anni, l’impostazione è disattivata di default, ma possono decidere di attivarla;
  • è stata attivata in automatico su ‘Off’, per gli utenti di età compresa tra i 13 e i 15 anni, l’impostazione dell’opzione ‘Suggerisci il tuo account agli altri’.

Piccoli segnali che fanno ben sperare noi utenti.

Le challenge di TikTok

Da subito uno degli aspetti più preoccupanti di TikTok sono state le sfide (le challenge), amate dagli adolescenti spesso alla ricerca di emozioni forti e che purtroppo ritroviamo nei fatti di cronaca quando vengono ritenute causa di lesioni gravi, e perfino della morte di qualche ragazzo. Sfide che devono ovviamente essere riprese con un telefonino e il video condiviso sul social.

Per fornire degli strumenti di controllo agli adulti giustamente preoccupati, l’azienda è corsa ai ripari prevedendo anche la funzionalità di parental control:

  • l’uso del “Filtro Famiglia” consente di associare l’account TikTok di un adulto a quello del minore di cui è responsabile in modo da poter gestire il tempo di utilizzo dell’app, i messaggi diretti e impostare la modalità limitata (ad esempio escludendo i contenuti che potrebbero non essere appropriati per tutti gli spettatori);
  • l’introduzione di brevi video direttamente durante la fruizione dei video contenuti su TikTok, per ricordare agli utenti di tenere d’occhio il tempo che passano online e di prendersi una pausa dallo schermo.

Sulle sfide social è intervenuta spesso anche la Polizia Postale, fornendo una serie di suggerimenti:

  • è necessario dialogare in famiglia e nelle principali sedi educative sul mondo di internet, dei rischi che può portare un uso scorretto del web e del fenomeno di assurde e pericolose sfide online, ascoltando anche il parere dell’adolescente;
  • bisogna prestare attenzione ai cambiamenti nella vita dell’adolescente, quali rendimento scolastico, amicizie, ciclo veglia-sonno ecc.;
  • mai sottovalutare ciò che viene raccontato dall’adolescente. Ciò che agli adulti può sembrare poco importante, magari può essere fondamentale per il ragazzo o la ragazza;
  • fondamentale è denunciare chiunque attenti alla vita e al benessere, anche se tramite una chat; fondamentale è parlarne con qualcuno e chiedere aiuto;
  • è utile controllare ed informarsi sui gruppi ai quali si viene aggiunti nei social network.

Il Professor Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, Presidente dellAssociazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te), ricorda che «L’identità dei ragazzi è fragile. Non riescono più a raccontare attraverso le parole ciò che provano. Lo fanno attraverso le immagini. Hanno bisogno di essere riconosciuti e tentano di mostrare attraverso i canali social una parte di loro che può identificarsi con il sogno di un altro ragazzo della loro età. Perché così, magari, vengono imitati e si sentono importanti. Dovremmo aiutarli non incutendogli timore, ma interessandoci a loro, a quello che fanno e chiedendo cosa provano. Nessun ragazzo dirà dell’intenzione di fare un selfie estremo o un video che mostra una bravata, ma i grandi sanno che potrebbero farlo. Ecco perché dobbiamo tornare quanto prima a conoscere davvero le loro emozioni e a trasmettere il senso del limite. E questo si fa ricominciando dalla parola, dal confronto, e con l’interesse da parte degli adulti. Tutti gli adulti.»

Gli insegnanti atterrano su TikTok

Ma oltre ai rischi, TikTok può anche essere una grande opportunità, come mostrano i video di apprendimento che offrono lezioni di inglese, di grammatica o di cucina.
Con l’hashtag #ImparaConTikTok abbiamo assistito a un vero e proprio invito a condividere qualsiasi cosa che possa essere considerata insegnamento” e che possa essere utile per gli altri.
«I contenuti dedicati alla didattica hanno avuto un sensibile aumento durante i mesi del lockdown: la piattaforma ha accolto contenuti che reinterpretavano in chiave ironica le situazioni che hanno coinvolto alunni e professori. Uno spaccato delle nuove routine che col tempo è andato evolvendosi, sfociando nel nuovo filone di contenuti informativi “Impara Con TikTok” la cui popolarità ha subito una crescita esponenziale in pochissimo tempo. #ImparaConTikTok è un nuovo modo di apprendere e condividere conoscenze, competenze e interessi – dalle lingue straniere alle pillole di cultura generale, passando per la storia dell’arte e del cinema, la fotografia e molto altro»

Ecco dunque che gli insegnanti hanno iniziato a utilizzare questa piattaforma per incontrare i propri studenti, proprio lì dove passano gran parte del loro tempo. Insegnanti attenti a utilizzare una comunicazione familiare agli allievi e ben lontana dalle lezioni percepite troppo spesso come noiose.

Insomma, anche nel mondo online è bene che genitori, familiari e insegnanti vigilino attentamente!

 

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