Diventare nonna: le… ansie

Ci scrive una nonna, raccontandoci un’emozione che pensiamo sia comune a tutti noi: la gioia di aspettare un nipote, ma anche la preoccupazione, che cresce via via che si avvicina la data del parto della figlia. E la sensazione di essere ancora un po’ “mamma”, in attesa di diventare “nonna”. Ecco la sua testimonianza.

 

Quando me lo raccontavano le mie amiche, non ci credevo. “Paura? Ma va là! Oggi la gravidanza è seguita passo passo, le future mamme fanno tantissimi esami, sono monitorate minuto per minuto, e anche il parto ormai è supersicuro!”… E invece, ora che tocca a me, mi trova a che fare con le stesse ansie. Ansie che aumentano ora, via via che la data del parto si avvicina. Sono come un retro-pensiero, che faccio quasi fatica a confessare a me stessa ed evito assolutamente di lasciar trapelare con mia figlia. Ma che ci sono e che ogni tanto, quando lascio che vengano a galla, mi tolgono il fiato.

Andrà tutto bene? Non c’è motivo di dubitarne, eppure ho paura. E dire che quando era toccato a me, durante la mia gravidanza, mai mi aveva sfiorato il pensiero di poter avere dei problemi. È che, me ne rendo conto, per me mia figlia è ancora in un certo senso “la mia bambina”, in me agisce ancora prepotentemente l’istinto di proteggerla, il pensiero che è mia la responsabilità di tenerla al riparo da ogni pericolo. L’immagine di lei piccola in alcuni momenti si sovrappone a quella di questa donna forte, pienamente padrona della sua vita, che insieme al suo compagno sta per iniziare un viaggio entusiasmante come quello di mettere al mondo ed educare un figlio. Una donna che ammiro e di cui sono orgogliosa, di cui conosco la forza e le qualità, e che so assolutamente all’altezza del compito che la aspetta insieme a mio genero. Eppure… c’è una vocina dentro di me che mi dice che in fondo in fondo qualcosa della bambina è rimasto, e che quella bambina potrebbe aver bisogno di me.

Emozioni contraddittorie, quindi, come contraddittoria è la vita. E noi di “una certa età” di contraddizioni ne abbiamo viste e ne abbiamo vissute, anche sulla nostra pelle.
Sbaglio? Certo, so che devo fare un passo indietro, che devo imparare a fare la nonna proprio come mia figlia e mio genero devo imparare a fare i genitori, che questa nascita, ormai così prossima, rivoluzionerà tutti i ruoli familiari, e mi sembra che questi cambiamenti si stiano già producendo. Ora però sono in una fase di passaggio… e ancora per un po’, fatemi continuare a essere la mamma che si preoccupa.

Paola, quasi-nonna

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