Cyberbullismo: un fenomeno in crescita tra i ragazzi

bambini-tablet-cellulare-parco-monkey-business-images-_-dreamstimeCyberbullismo: un fenomeno sempre più diffuso, ma da cui è sempre più difficile difendersi. E che con la diffusione delle nuove tecnologie anche tra i giovanissimi colpisce sempre più presto, perfino i bambini.

Purtroppo è un pericolo subdolo e nascosto, e da cui è difficile difendersi: le leggi e le norme che vengono via via promulgate per arginare il fenomeno spesso sono insufficienti o superate nel momento stesso in cui entrano i vigore, vista la rapidità con cui evolvono questi strumenti. E, come hanno purtroppo dimostrato alcuni tristi fatti di cronaca recenti, una volta che una foto (o un filmato, o anche un testo) è in rete, è praticamente impossibile fermare la sua diffusione.

Che cos’è il cyberbullismo?

Ma in che cosa consiste? Consiste nel prendere di mira un amico o un compagno, burlarsi di lui e isolarlo, usando i moderni mezzi di comunicazione e in articolare i social.
Ci vuole davvero poco per creare dei gruppi, anche solo su whatsapp, che escludono un bambino o un ragazze e che vengono usati dai compagni per prenderlo in giro e metterlo in difficoltà. E magari su questi gruppi far girare delle foto o dei filmati del compagno colti a sua insaputa, e utilizzati per metterlo in difficoltà.
Ma si va ancora oltre. Un fenomeno particolarmente odioso del cyberbullismo è quando si forza il bambino o il ragazzo a fare cose che lui non vorrebbe ma a cui si piega per compiacere il gruppo, sperando in questo modo di essere accettato.

Come difendersi: filtri, ma soprattutto consapevolezza

Anche i “colossi” come Google, Twitter e facebook si sono attivati per combatterlo, istituendo filtri che setacciano i messaggi bloccando quelli con parole improprie, ma sappiamo bene che non basta. L’unica arma che abbiamo è l’educazione, cioè agire sui bambini stessi, rendendoli consapevoli fin da subito del problema (e non dite che è troppo presto: se possono usare il telefonino e ne conoscono le potenzialità, devono sapere anche i pericoli che può comportare). Quindi il segreto è parlare, spiegare, naturalmente trovando le parole adatte a loro, quelle che sono in grado di capire, senza impaurirli, ma rendendoli utenti consapevoli. E questo è un compito per i genitori, ma anche per noi nonni!

Quanto è esteso il fenomeno?

Ma quanto è esteso il fenomeno? Purtroppo molto. Secondo i dati di telefono Azzurro, nello scorso anno scolastico nelle scuole italiane c’è stata una segnalazione al giorno di bullismo e cyberbullismo. E il fenomeno sembra in crescita. Un’interessante ricerca dell’Università Nicolò Cusano fornisce molti dati concreti su cui riflettere, a partire dal primo: ben il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi offensivi da parte di altri ragazzi. Il fenomeno è più diffuso nelle regioni settentrionali, mentre a livello mondiale l’Italia si colloca al nono posto: c’è chi sta peggio di noi, ma non c’è certo da rallegrarsi!

 Che fare?

Ma che fare se si è vittima dei cyberbulismo? L’infografica dell’Unicusano fornisce anche alcuni suggerimento pratici molto utili per difendersi: quando si naviga in rete, non fornire i propri dati (nome, numero di telefono, indirizzo…; eventualmente fornire nickname di fantasia), non accettare appuntamenti con persone conosciute su Internet; se si è minacciati online, salvare i messaggi ricevuti, cambiare subito nickname, numero di cellulare e mail e rivolgersi a un adulto fidato. Suggerimenti che è bene trasmettere ai nostri bambini e ragazzi, per fornire loro degli strumenti utili per capire e per difendersi .

Uno strumento utile per parlare di cyberbullismo con i ragazzi è questo libro, scritto per loro: Cyberbulli al tappeto (Editoriale Scienza)

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