Noi Nonni

Nido, babysitter o… nonni?

Quando la mamma torna a lavorare, la scelta si impone: nido, babysitter o nonni? I pro e i contro con gli occhi dei nonni…

Ecco, per i genitori è arrivato il momento della prima decisione difficile: nido oppure no? Una decisione ineludibile in particolare per le mamme che devono riprendere a lavorare dopo il periodo di maternità e quindi devono giocoforza affidare ad altri il bambino, ma una scelta che si impone, magari con tempi meno rigidi, un po’ per tutte. E le soluzioni sono solo tre: nonni, babysitter o nido. Che fare?

Difficile dare consigli (ed è meglio non farlo!)

Naturalmente, lungi da noi dare consigli! Spetta ai genitori fare questa scelta. E meno male per noi nonni, aggiungerei, che finalmente siamo anche in questo in seconda linea e quindi possiamo avere un atteggiamento più rilassato. Perciò… approfittiamone, evitando di dare pareri se non siamo interpellati e sostenendo i genitori nella loro decisione, qualunque essa sia. Perché noi sappiamo che in ogni caso il momento del primo distacco è sempre delicato sia per il bimbo sia per la mamma, quindi dobbiamo usare tutta la nostra sensibilità e delicatezza perché sia il più sereno possibile.

Le alternative

Ma torniamo alle alternative. Il nido, lo sappiamo, se da un lato è una scelta perfetta perché i bambini si abituano a giocare e socializzare con i coetanei e diventano autonomi più rapidamente, dall’altro presenta l’inconveniente, innegabile, che i piccoli si ammalano piuttosto frequentemente.
La babysitter ha un costo più elevato; e poi, bisogna trovare la persona giusta, e non sempre è facile.

Infine, ci siamo noi nonni e quando siamo vicini, non abbiamo impegni lavorativi, siamo abbastanza “in forze” per prenderci cura dei nipotini e abbiamo un buon rapporto con i genitori, capita spesso che la “scelta” ricada su di noi.

Nonni, non sopravvalutiamo le nostre forze!

E noi ne siamo superfelici, anche se qualche volta sopravvalutiamo le nostre forze, con il rischio di trovarci poi in difficoltà.

Un nipote infatti, proprio come era successo con i nostri figli, ci rivoluziona la vita. E se tanti anni fa avevamo fatto fronte senza problemi a questa “rivoluzione”, ormai abbiamo una certa età e, al di là dell’amore e dell’entusiasmo, certe fatiche e certe rinunce pesano, eccome!
Sì, perché fare i nonni-babysitter a tempo pieno significa riorganizzare interamente il proprio tempo: significa per esempio rinunciare al corso in piscina che fa tanto bene alla nostra schiena; prenotare le visite mediche solo quando siamo certi che il nostro “servizio” sia finito; andare a fare la spesa la sera, quando i genitori tornano dal lavoro, oppure trascinarci dietro il marmocchietto rassegnandoci a rincorrerlo per le corsie del supermercato e a far fronte ai suoi capricci davanti alle infinite cose che improvvisamente scopre di desiderare…

D’altra parte, però, seguire da vicino, giorno per giorno, la crescita di un nipotino è un tale piacere! Noi sappiamo (ci siamo già passati!) che non sarà mai più così, che ogni giorno cambia un po’, che presto sarà cresciuto e che non potremo “recuperare” quello che ci perdiamo quando siamo lontani.

Le soluzioni “miste”

E allora? Le soluzioni certo ci sono. Per esempio, un po’ e un po’: dare la nostra disponibilità solo per qualche ora al giorno, o per qualche giorno alla settimana, alternandoci con una babysitter, in modo da riservarci del tempo per i nostri impegni godendoci il bello di essere nonni.

L’importante però è riflettere bene e parlare chiaramente con i genitori. È molto meglio, per noi, per loro, per i bambini e per l’organizzazione familiare, che mettiamo subito le carte in tavola e cerchiamo una soluzione che vada bene a tutti, piuttosto che dare la nostra incondizionata disponibilità per scoprire dopo qualche mese che non ce la facciamo e dover riorganizzare tutto “in corsa”, quando la mamma ha già ripreso a lavorare.

Il nido

E se la scelta cade sul nido? Benissimo, come dicevamo: i vantaggi del nido sono molti! Ma anche in questo caso noi nonni dobbiamo prepararci a dare un sostegno ai genitori. Per esempio, se ne abbiamo la possibilità e a seconda delle esigenza familiari, possiamo andare ad accompagnare i bambini al mattino e a prenderli il pomeriggio.
Ma soprattutto dobbiamo essere pronti a rispondere alle “chiamate d’emergenza”: tipicamente, quando il bambino ammalato e non può andare a scuola, o quando ci sono le vacanze scolastiche (Natale, l’estate) ma i genitori lavorano.
Insomma, abbiamo tantissime possibilità di fare i nonni e di goderci i nipotini anche se va al nido!

 

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