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Il mal d’orecchi nei bambini

otite-male-orecchio-bambini_Dmitry Panchenko | DreamstimeIl mal d’orecchi è uno dei disturbi più frequenti dei bambini, ed è per lo più il sintomo di un’otite, che arriva spesso come conseguenza di un raffreddore o di un’influenza e può essere di origine batterica o virale. Come riconoscerla e come combatterla.

Il bambino si lamenta, piange molto, anche di notte, porta la manina verso l’orecchio? Potrebbe avere un’otite!
L’otite è uno dei disturbi più frequenti nei bambini e, se si presenta in bambini davvero piccoli, che non sanno ancora parlare, per i genitori è difficile capire di che cosa si tratta.
Ed è una malattia molto fastidiosa: è infatti uno dei dolori più forti che può provare un bambino. E per i genitori è un vero trauma quando capita che fuoriesca del pus dall’orecchio, come può succedere se si perfora il timpano.

Come mai i bambini si ammalano frequentemente di otite?

Andiamo per ordine. Che cosa provoca l’otite? Quasi sempre, questa malattia si presenta in concomitanza di un raffreddore, di un’infezione alla gola o di un’influenza, quindi può essere causata sia da virus sia da batteri.
Ma come mai colpisce tanto frequentemente i bambini? La ragione sta nel fatto che la tuba di Eustachio, cioè il condotto che mette in comunicazione l’orecchio con la gola e le cavità nasali, nei bambini è più corto e più stretto che negli adulti, e quindi è più facile che virus e batteri lo risalgano per andarsi a installare nell’orecchio.

Otite esterna e otite media 

Si fa presto però a dire otite! In genere, le due forme da cui sono colpiti più frequentemente i bambini sono l’otite esterna e quella media. Entrambe vengono diagnosticate dal pediatra (quindi, niente fai da te!). Ecco però in che cosa differiscono.

L’otite esterna, in genere più lieve, è un’infiammazione del condotto uditivo esterno. Per verificare se si tratta davvero di otite esterna, il pediatra tira delicatamente il lobo o il padiglione auricolare verso l’alto o verso il basso: se il dolore così aumenta, si tratta presumibilmente di otte esterna; se rimane invariato, invece, potrebbe trattarsi di otite media.
Per verificarlo, il medico usa l’otoscopio, quello strumento a forma di imbuto con una piccola luce che tutti conosciamo. Con questo può verificare che sotto il timpano, la membrana che separa l’orecchio esterno da quello medio, c’è del pus, causa del dolore.
L’otite media infatti è dovuta alla formazione di pus, causato da un’infezione batterica o virale, all’interno della cavità dell’orecchio.
Quando l’infezione è importante, questo pus potrebbe anche rompere il timpano e fuoriuscire dall’orecchio; in questo caso, si parla di otite perforata.

Come si cura

Solo il pediatra può valutare esattamente le cure da somministrare al bambino.
Se l’otite è perforata, in genere il pediatra prescrive un antibiotico. Negli altri casi spesso si sceglie di temporeggiare per un paio di giorni, per vedere se la situazione si risolve grazie alle difese messe in atto naturalmente dall’organismo, e solo a questo punto valuta l’opportunità di somministrarlo. Infatti non dimentichiamo che se l’otite non è di origine virale, l’antibiotico non serve, e che comunque va sempre dato con molta cautela (ai bambini, e non solo!)!
Nel frattempo, magari il pediatra potrà consigliare qualche farmaco per ridurre il dolore.

Se capita che il timpano si rompa, il dolore cessa immediatamente. In attesa dell’intervento del pediatra limitatevi a tamponare l’orecchio con una garza, assolutamente senza bagnarlo e senza mettere nessun tipo di gocce! E non temete: il timpano nel giro di qualche giorno si ripara naturalmente.

L’otalgia

In alcuni casi il mal d’orecchi è però più lieve e non è dovuto a un’infezione, ma ad altre cause tra cui la più frequente è il tappo di cerume. Anche in questo caso, però, è bene prima di tutto far vedere il bambino al pediatra e seguire i suoi consigli: magari prescriverà qualche goccina per scioglierlo… Ricordiamoci di non fare di testa nostra somministrando farmaci, né di usare i bastoncini di cotone, che hanno solo l’effetto di spingere più a fondo l’eventuale tappo di cerume.

Disturbi dell’udito

Durante un’infiammazione all’orecchio, può capitare che il bambino soffra di un temporaneo abbassamento dell’udito. In genere, si tratta di disturbi legati proprio alla malattia e che passano naturalmente nel giro di qualche settimana. Se durano più a lungo, però, è bene chiedere al pediatra se non sia il caso di sottoporre il bambino a una visita da un otorinolaringoiatra, utile anche nel caso in cui i bambini abbiano frequenti ricadute.

I rimedi della nonna

Anche se è assolutamente sconsigliabile prendere iniziative autonome senza consultare il pediatra, ci sono alcune cose che possiamo fare per alleviare il dolore del bambino. Per esempio, far dormire il bambino su un cuscino più alto: con la testa un po’ alzata, la pressione sull’orecchio medio si riduce e il dolore si attenua. Oppure fare al bimbo frequenti lavaggi nasali con una soluzione fisiologica, in modo da rimuovere il più possibile il catarro. O ancora, mettere per qualche minuto una bottiglietta piena di acqua tiepida a contatto con l’orecchio, per alleviare il dolore.

 

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