Noi Nonni

Cyberbullismo: un fenomeno in crescita tra i ragazzi

bambini-tablet-cellulare-parco-monkey-business-images-_-dreamstimeCyberbullismo: un fenomeno sempre più diffuso, ma da cui è sempre più difficile difendersi. E che con la diffusione delle nuove tecnologie anche tra i giovanissimi colpisce sempre più presto, perfino i bambini.

Purtroppo è un pericolo subdolo e nascosto, e da cui è difficile difendersi: le leggi e le norme che vengono via via promulgate per arginare il fenomeno spesso sono insufficienti o superate nel momento stesso in cui entrano i vigore, vista la rapidità con cui evolvono questi strumenti. E, come hanno purtroppo dimostrato alcuni tristi fatti di cronaca recenti, una volta che una foto (o un filmato, o anche un testo) è i rete, è praticamente impossibile fermare la sua diffusione.

Come difendersi: filtri, ma soprattutto consapevolezza

Anche i “colossi” come Google, Twitter e facebook si sono attivati per combatterlo, istituendo filtri che setacciano i messaggi bloccando quelli con parole improprie, ma sappiamo bene che non basta. L’unica arma che abbiamo è l’educazione, cioè agire sui bambini stessi, rendendoli consapevoli fin da subito del problema (e non dite che è troppo presto: se possono usare il telefonino e ne conoscono le potenzialità, devono sapere anche i pericoli che può comportare). Quindi il segreto è parlare, spiegare, naturalmente trovando le parole adatte a loro, quelle che sono in grado di capire, senza impaurirli, ma rendendoli utenti consapevoli. E questo è un compito per i genitori, ma anche per noi nonni!

Quanto è esteso il fenomeno?

Ma quanto è esteso il fenomeno? Purtroppo molto. Secondo i dati di telefono Azzurro, nello scorso anno scolastico nelle scuole italiane c’è stata una segnalazione al giorno di bullismo e cyberbullismo. E il fenomeno sembra in crescita. Un’interessante ricerca dell’Università Nicolò Cusano (trovate sotto il link per scaricare l’infografica che riassume tutti i dati) fornisce molti dati concreti su cui riflettere, a partire dal primo: ben il 50% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni ha subito episodi offensivi da parte di altri ragazzi. Il fenomeno è più diffuso nelle regioni settentrionali, mentre a livello mondiale l’Italia si colloca al nono posto: c’è chi sta peggio di noi, ma non c’è certo da rallegrarsi!

 Che fare?

Ma che fare se si è vittima dei cyberbulismo? L’infografica dell’Unicusano fornisce anche alcuni suggerimento pratici molto utili per difendersi: quando si naviga in rete, non fornire i propri dati (nome, numero di telefono, indirizzo…; eventualmente fornire nickname di fantasia), non accettare appuntamenti con persone conosciute su Internet; se si è minacciati online, salvare i messaggi ricevuti, cambiare subito nickname, numero di cellulare e mail e rivolgersi a un adulto fidato.

E la legge in approvazione alla Camera? È stata criticata da più parti, ma è utile per cercare di porre un fremo al fenomeno; vedremo però in dettaglio che cosa prevederà quando sarà approvata in via definitiva.

 

A questo link trovate i dati elaborati dall’Unversità Nicolò Cusano: infografica cyberbullismo


 

Uno strumento utile con i ragazzi è questo libro, scritto per loro: Cyberbulli al tappeto

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